Secondo gli scienziati dell’Australian Institute of Marine Science, la Grande Barriera Corallina sta affrontando il suo più grande declino dal 1986. Tra agosto 2024 e maggio 2025, sono state documentate le condizioni di 124 barriere coralline lungo i 2.300 chilometri a est dell’Australia, rivelando un massiccio e diffuso sbiancamento dei coralli in tutte le sue sezioni.
Nelle regioni settentrionali, l’impatto è stato particolarmente severo, con un calo del 24,8% rispetto ai livelli del 2024. Ancora peggiore la situazione a sud, dove si è registrato un calo del 30,6%. Entrambe queste aree hanno subito la maggiore diminuzione della copertura corallina degli ultimi 39 anni. La regione centrale ha invece registrato un calo più contenuto, pari al 13,9%.

L’agenzia australiana avverte che l’habitat della Grande Barriera Corallina potrebbe raggiungere un “punto di non ritorno”, dove i coralli non riusciranno più a riprendersi tra un evento catastrofico e l’altro.
La Grande Barriera Corallina, la più grande struttura vivente del mondo, ha subito il suo sesto sbiancamento di massa dei coralli dal 2016. Questo fenomeno, rarissimo negli anni ’90, sta diventando sempre più frequente a causa del riscaldamento globale.
Patrimonio dell’umanità dal 1981, la Grande Barriera Corallina ha rischiato di finire nella lista nera a causa del suo deterioramento. Questo ecosistema unico ospita una biodiversità straordinaria: 400 tipi di coralli, 1.500 specie di pesci e 4.000 varietà di molluschi.